A project with Agata Jaworska

Phenomenal is a system for curatorship similar to the game of connecting the dots. The dots are represented by images that clearly belong to the world of design/art/architecture, while the connecting lines are a number of other videos of any kind and sort, which by logic or aesthetic association lead to the next destination.
 
Just like Diet Coke + Mentos = eruption, also the world of design is part of the ephemeral and popular culture consumed on our screens. Design moves and spreads through social networks and sharing platforms, merging with the world of home videos, communication campaigns and anything that is moving images. In this way, design reaches anyone, transversally and indistinctively, thus becoming viral. And so, you find your spammer Facebook friends sharing MoMA's videos that you thought were sophisticated design. And, indeed, they are.
 
Phenomenal is not intended much as a mean to monitor the world of design, but rather to explore the degrees of separation between the design world and the rest of the on-line universe, where time is regulated by the syndrome of the eternal scrolling. Phenomenal is indeed phenomenal, but in the scientific sense of the term. That is, the resulting amalgam of material can be perceived through the senses rather than through reason.
 
Tangled with tags and hashtags, popular and related, Phenomenal wants to prove that design is neither multidisciplinary or interdisciplinary, but simply undisciplined (cit. Paul Rodgers).

MADRE Museum of contemporary Art Donna REgina, Naples (IT), 2014


Phenomenal è un sistema di curatela assimilabile al gioco di unire i puntini. Dove i puntini sono rappresentati da immagini che inequivocabilmente appartengono al mondo del design/arte/architettura, mentre le linee di connessione sono una serie di altri video di qualsiasi sorta e provenienza, che per associazione logica o estetica conducono alla destinazione successiva.

Così come Coca Cola Light + Mentos = eruzione, anche il mondo del design fa parte della cultura diffusa e leggera consumabile su schermo. Il design si muove e diffonde attraverso social network e piattaforme di condivisione, di fatto impastandosi con il mondo degli home video, campagne di comunicazione e tutto ciò che è fatto di fotogrammi. In questo modo il design raggiunge tutti, in maniera trasversale e indistinta, diventando virale. E così ti ritrovi il tuo amico spammer che su Facebook condivide video del MoMA che tu credevi fosse design ricercatissimo. E, in effetti, lo è.

Phenomenal non si prefigge tanto lo scopo di monitorare il mondo del design, quanto quello di esplorare i gradi di separazione tra il mondo del design e il resto dell’universo della rete; dove il tempo è regolato dalla sindrome dell’eterno scrolling. Phenomenal è quindi fenomenale, ma nel senso scientifico del termine. Ovvero, l’amalgama di video che ne risulta è percepibile attraverso i sensi piuttosto che attraverso la ragione.

Tra tags e hashtags, popular e related, Phenomenal vuole dimostrare che il design non è né multidisciplinare né interdisciplinare, ma semplicemente indisciplinato (cit. Paul Rodgers). MADRE Museo d'Arte contemporanea Donna REgina, Napoli, 2014